Giochiamo i diritti: quando il gioco diventa un allenamento alla vita

Giochiamo i diritti: quando il gioco diventa un allenamento alla vita

Dopo l’edizione “I BAMBINI PARLANO DIRITTI[O]” del 2019, quest’anno scolastico ho avuto il piacere e l’onore di partecipare a “GIOCHIAMO I DIRITTI”, una nuova esperienza all’interno del Progetto Nazionale promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA) in collaborazione con l’Associazione “Così per gioco”.

Questa volta, ho vissuto il percorso con gli alunni e le alunne della classe 5ªB della Direzione Didattica Statale Francesco Orestano di Palermo.

Al centro di questo processo, ancora una volta, ci sono loro: i bambini e le bambine e i loro diritti.

Allenando l’immaginazione, l’esplorazione, la riflessione, la curiosità, la logica e il pensiero divergente, i partecipanti sono stati coinvolti attivamente in proposte accattivanti e stimolanti, capaci di incoraggiare i più timidi, valorizzare gli esuberanti e motivare tutti quanti, in un clima giocoso e gioioso.

Attraverso il gioco, la creatività e la collaborazione, gli alunni e le alunne hanno “costruito” un vero e proprio alfabeto dei bisogni, partendo da riflessioni profonde su ciò che li rende felici, sicuri, liberi.

Hanno trasformato uno “strappo” in un capolavoro di arte e fantasia, dimostrando come anche da un’imperfezione possa nascere bellezza.

Hanno inventato giochi originali, utilizzando anche il mazzo di carte Articolo e carte Esplorazione, fondendo idee, regole e cooperazione.

Tra giochi conosciuti, giochi dei nonni e giochi moderni, hanno ideato, da veri game designer, “Diritti in mano”, seguendo tutte le fasi di sviluppo, fino alla stesura del regolamento finale, dopo numerosi play test.

Tutte queste attività sono state un autentico spazio di partecipazione attiva, in cui ogni bambino e ogni bambina ha potuto esprimere il proprio punto di vista, contribuire con proposte, fare scelte, ascoltare gli altri e arricchirsi dal confronto collettivo.

Giocando, divertendosi e allenando il cervello si sono allenati alla vita. Un allenamento che ha affinato lo spirito di squadra e l’ascolto dell’altro, sviluppato la capacità di gestire i conflitti e rispettare le regole, incentivato l’accoglienza e la valorizzazione delle unicità e delle diversità.

Abbiamo vissuto appieno il significato dello Ius Ludere – il diritto al gioco – riconosciuto e garantito a ogni bambino e a ogni bambina. E abbiamo toccato con mano il valore della partecipazione e della condivisione, il senso della democrazia e della cittadinanza.

Al termine di questo processo, ne siamo usciti tutti e tutte più ricchi: di consapevolezze, idee, emozioni, legami.

Un ringraziamento speciale a chi ha reso possibile questa straordinaria esperienza: agli organizzatori, agli esperti, Sonia Scalco, Carlo Carzan e Santo Pappalardo, e soprattutto ai nostri piccoli grandi protagonisti. Sono loro che ogni giorno ci ricordano quanto sia importante costruire spazi di crescita, conoscenza e consapevolezza e quanto il gioco possa rappresentare una straordinaria palestra di vita.

 

Pamela Vassallo

Classe 5ªB – Direzione Didattica Statale Francesco Orestano – Palermo