All’Istituto Comprensivo “Magistrato G. Falcone” di Copertino, il progetto GIOCHIAMO I DIRITTI ha preso vita coinvolgendo in modo attivo dieci classi, insegnanti, famiglie e naturalmente gli alunni. A raccontarci l’esperienza è la referente del progetto, la maestra Anna Pina Giancane, che ha coordinato un percorso educativo capace di unire didattica, diritti e partecipazione.
Insegnante Giancane, qual è il cuore di questo progetto?
“Il cuore del progetto è l’educazione ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Non solo come concetti astratti, ma come strumenti per vivere meglio nella relazione con gli altri. Abbiamo lavorato con i bambini per far capire che ogni persona, fin dalla nascita, ha diritti che vanno rispettati: il diritto alla parola, all’ascolto, al gioco, alla libertà e alla diversità.”
Come si è sviluppato il percorso all’interno della scuola?
“Il progetto è stato trasversale e coinvolgente. Dieci classi dell’istituto hanno partecipato con entusiasmo, ciascuna portando il proprio contributo. Ogni attività – dai laboratori ai giochi strutturati, fino agli incontri con esperti – è stata pensata per valorizzare la partecipazione attiva degli alunni. I bambini hanno potuto riflettere, sperimentare, inventare, collaborare, mettendo in pratica concetti importanti come l’uguaglianza, il rispetto e la dignità di ogni persona.”
Qual è stata la risposta da parte degli alunni?
“Entusiasmo e profondità! Si sono sentiti protagonisti, liberi di esprimere opinioni, emozioni, idee. Hanno compreso che i diritti non sono qualcosa che si ‘insegna’, ma che si vive ogni giorno, nel modo in cui si gioca, si ascolta, si rispetta l’altro. Il percorso ha anche sviluppato in loro maggiore consapevolezza delle proprie azioni e del valore di ogni persona.”
E le famiglie? Hanno partecipato?
“Sì, le famiglie sono state una parte fondamentale. Molti genitori ci hanno raccontato come i figli abbiano riportato a casa le esperienze fatte in classe e come abbiano riflettuto insieme su tematiche importanti. Il gioco ‘Ius Ludere’, ad esempio, è stato uno strumento di dialogo anche a casa. Alcuni genitori ci hanno detto che dopo aver letto con i figli i libri del progetto, hanno riscoperto modi nuovi e più autentici di giocare insieme.”
Qual è stato, secondo lei, il valore più grande di questo progetto?
“Il valore più grande è stato quello di aver creato uno spazio in cui ogni bambino ha potuto sentirsi unico, riconosciuto e rispettato. Abbiamo parlato tanto di diritti, ma anche di doveri, di responsabilità, di convivenza. E soprattutto abbiamo dato valore alle differenze, riconoscendole come una ricchezza. Il rispetto dell’altro – in quanto persona, prima ancora che alunno, compagno, figlio – è il fondamento su cui costruire la scuola e la società di domani.”
Che impatto ha avuto sull’intera comunità scolastica?
“La nostra dirigente, la professoressa Ornella Castellano, ha sostenuto con convinzione il progetto, riconoscendone l’importanza formativa. Tutti i docenti coinvolti hanno lavorato con passione, contribuendo ciascuno con approcci diversi ma condividendo lo stesso obiettivo: educare al rispetto, alla consapevolezza e alla cittadinanza attiva. È stato un lavoro corale che ha unito l’intera scuola.”
Cosa vi augurate per il futuro?
“Ci auguriamo che questo tipo di educazione ai diritti diventi una pratica quotidiana, non un evento straordinario. Vogliamo continuare a lavorare su questi temi, ampliando le attività, coinvolgendo sempre più famiglie e portando avanti una cultura del rispetto, della libertà e della responsabilità condivisa. Perché educare ai diritti significa, in fondo, educare a vivere meglio insieme.”
Un progetto che ha lasciato un segno profondo, non solo nei bambini, ma nell’intera comunità scolastica. Perché ogni diritto riconosciuto e rispettato è un passo avanti verso una società più umana, più giusta, più consapevole.
Intervista realizzata da Sonia Scalco alla docente Anna Pina Giancane dell’Istituto Comprensivo “Magistrato G. Falcone” di Copertino.


