Facciamo un gioco

facciamo un gioco silvana puglisi

Facciamo un gioco?!

È bastata questa semplice domanda per accendere gli sguardi dei bambini, catalizzare l’attenzione e innescare quella curiosità che rappresenta il primo motore dell’apprendimento.

Il valore educativo del gioco – e in particolare dei giochi da tavolo – è ormai ampiamente riconosciuto: il piacere, la libertà e la dimensione relazionale della didattica ludica favoriscono lo sviluppo di competenze cognitive, emotive e sociali.

 

Nel progetto “Giochiamo i Diritti”, promosso dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA), i nostri alunni hanno potuto vivere in prima persona l’efficacia del gioco come strumento di crescita. I primi incontri con i Ludomastri, dedicati all'”allenamento del cervello“, hanno subito creato un clima coinvolgente e motivante. La dimensione ludica si è rivelata una potente leva per stimolare attenzione, abilità logico-percettive e spirito critico, spingendo i bambini a guardare la realtà da prospettive nuove e non convenzionali.

 

Tra i momenti più significativi, il gioco da tavolo “Ius Ludere”, ideato dai Ludomastri dell’associazione Così per Gioco, ha rappresentato un’occasione concreta per riflettere sui diritti dei bambini. Attraverso le carte del gioco – colorate, stimolanti, pensate per attivare creatività e discussione – i bambini hanno esplorato il significato dei diritti e dei bisogni, compreso cosa significa violarli e come si possono tutelare.

 

Lo svolgimento del gioco ha favorito il confronto tra squadre, la condivisione di esperienze personali e osservazioni sulla realtà, dando vita a connessioni tra parole, immagini e significati. È stato un percorso ricco di riflessioni e scoperte, che ha reso più vicina, concreta e sentita la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, anche in riferimento alle situazioni dei bambini nel mondo.

 

Successivamente, con la tecnica del ricalco creativo, gli alunni hanno ideato nuovi giochi e scritto i relativi regolamenti, assegnandosi ruoli e compiti diversi. In questo modo hanno vissuto in prima persona il valore della cooperazione, del rispetto reciproco e della condivisione delle regole: i pilastri della convivenza democratica.

 

Credo profondamente che il diritto al gioco sia una chiave essenziale del nostro lavoro educativo. Valorizzare la dimensione ludica non significa solo rendere l’apprendimento più efficace, ma soprattutto mantenere viva la relazione tra la scuola e il vissuto autentico dei bambini.

 

Docente Silvana Puglisi – IC Uditore Setti Carraro